Come distinguere se un verbo regge un complemento
diretto o un complemento indiretto?
La questione non è molto facile per uno spagnolo che
vuole imparare l’italiano.
Vediamo perché.
Consideriamo queste due frasi:
(Io) do un libro a Maria
Nella prima “Maria” ha funzione di complemento oggetto
(complemento directo) [in latino, ma anche in tedesco, diremmo che è un
caso accusativo].
Nella seconda Maria ha funzione di complemento di
termine (complemento indirecto) [in latino, ma anche in tedesco, diremmo
che è un caso dativo].
In castellano le traduzioni delle frasi 1 e 2 sono:
(Yo) saludo a María
(Yo) doy un libro a María
Il problema è che in spagnolo, quando il complemento
diretto è un nome proprio (o un nome comune) di persona, questo viene preceduto
da una “a” proprio come nel caso del complemento indiretto.
Un modo per vedere la diversa funzione di “María”
nelle due frasi è ricorrere al pronome personale complemento infatti si dirà:
(Yo) la saludo
(Yo) le doy un libro (non “la”)
Un altro modo (anche se non molto pratico a dir la
verità perché anche se può essere utile come riflessione è ovvio che quando si
tratta di parlare nessuno è capace di usare un metodo di verifica del genere) è
quello di trasformare la frase da attiva in passiva:
(Yo) saludo a María è María es saludada por mi
Forma
attiva
Forma passiva
(Yo) doy un libro a María èUn
libro es dado a
María por
mi
Forma
attiva
Forma passiva
Nel primo caso, nella trasformazione della frase da
attiva in passiva, “Maria” diventa il soggetto (prima invece aveva funzione di
complemento oggetto).
Nel secondo “Maria” resta complemento indiretto.
Forse però il modo più pratico, più rapido, per
rendersi conto dei casi nei quali il verbo regge un complemento diretto è
vedere che, nella costruzione per noi problematica, cioè quella in cui appare
un nome proprio o comune di persona, la struttura base della frase è sempre
semplicissima e composta di soli 3 membri:
Soggetto – verbo – complemento
diretto
(Yo) – saludo – a María / (a la doctora)
1 2
3
Invece, se il verbo regge un complemento indiretto,
gli elementi sono quattro:
Soggetto – verbo – complemento oggetto (qualcosa) –
complemento indiretto (nome proprio o comune di persona).
(Yo) – doy – un
libro– a María
1
2
3
4
Qualcuno potrebbe fare l’obiezione di un verbo come
“telefonare” che regge un complemento indiretto ma si costruisce con tre soli
elementi (io - telefono - a Maria), però in questo caso potremmo considerare
che il verbo significa “fare una telefonata a qualcuno”.
Chi volesse approfondire può consultare il seguente sito:
Chi volesse approfondire può consultare il seguente sito:
Infine sul leismo (in castigliano)
e sul laismo (in castigliano)
[1] Metterò sempre il soggetto tra
parentesi perché tanto in italiano come in spagnolo non è necessario esprimerlo
(come, per esempio, invece è necesario fare in inglese).
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